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Attacchi d’ansia: come combatterla
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Poeti
e scrittori hanno parlato di "male di vivere", e dentro
questo concetto l'essere ansiosi entra molto bene, perchè è proprio
un vivere male quello che è caratterizzato dall'attesa del peggio,
dalla paura, dall'aspettarsi le conseguenze peggiori di un atto.
Benchè tutti ritengano di conoscere l'ansia, molti si definiscono "ansiosi" e tante persone affermano di vivere momenti, fasi o esperienze caratterizzate da ansia, in realtà questa condizione è spesso sottovalutata e a volte non riconosciuta, ignorata.
Prima o poi, ciascuno di noi si confronta con l'ansia, e questo stato d'animo può essere NORMALE, se viene sperimentato là dove si debba affrontare una concreta difficoltà della vita, o ANORMALE, quando diventa un disagio, un ostacolo nel lavoro e nei rapporti con le persone, una reazione esagerata e abituale ad eventi che non dovrebbero produrre ansia. Uno stato d'ansia è NORMALE quando è proporzionato allo stimolo al quale si è sottoposti, quando è limitato nel tempo, quando è mantenuto un livello accettabile di produttività ed efficienza personale, quando la capacità lavorativa e i rapporti interpersonali non sono compromessi. Si parla invece d'ansia PATOLOGICA se la durata si protrae, c'è sproporzione tra causa-stimolo ed effetto, si accusa anche sul piano fisico una sofferenza, il rapporto con le altre persone persone è difficile, la personale capacità produttiva si abbassa e in generale si arriva ad essere stanchi e poco efficienti.
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